Dal buffet all’abbuffata: la troppa disponibilità di che cibo diventa un problema

La sudorazione inizia ad aumentare, il battito cardiaco accelera, la salivazione è incontrollabile.
O è amore o siamo davanti al menu di un all-you-can-eat, quella formula molto diffusa nella quale si paga una cifra fissa e si può mangiare quanto si vuole. In queste circostanze può capitare di sentirsi autorizzati o addirittura in dovere di fare riserve nel proprio corpo, come se si dovessero poi affrontare anni e anni di carestia.
Sono i casi in cui una cena può trasformarsi in una vera e propria abbuffata.

Capita soprattutto alle persone che si dicono: “Poi da domani insalata e pomodori” oppure “In questa vita di rinunce almeno godiamocela una cena”.

Questa dinamica è legata a un modo di funzionare ben preciso del nostro cervello, che davanti al cibo in alcuni casi è stato educato a rispondere attivando il corpo del nucleo caudato e la corteccia parietale posteriore, cioè le aree della ricompensa e della gratificazione.

Niente di sbagliato nel gratificarsi con una cena senza preoccupazione. Ciò che non è utile è il fatto di rendere il cibo l’unico modo per potersi amare o gratificare.

Quando durante i miei corsi chiedo:

Che cos’è che vi appassiona nella vita?
Quali attività vi piace fare che vi possano dare la stessa soddisfazione o addirittura superiore a quella del cibo?

Di solito cala il silenzio, almeno che non ci siano bambini.

Da piccoli, quando qualcosa ci appassionava fino alle viscere, ci dimenticavamo di tutto (a volte addirittura di mangiare) finché qualcuno non ci richiamava alla realtà. Da adulti subentrano i doveri e qualcuno perde quel contatto straordinario con ciò che ama profondamente.

Riscoprire cosa ci appassiona è uno dei modi per non fare del cibo il proprio unico compagno nei momenti di difficoltà.
Non importa che si tratti di attività esilaranti: qualcuno riscopre la passione per il ricamo, la pittura, il modellismo, la lettura, la mindfulness. L’idea è di passare dal Mangia-tutto-ciò- che-vuoi a Fai-più-di-ciò-che-ami.

La storia del “Non ho tempo!” non regge: le persone hanno il tempo per far iniziare e far fallire decine di diete nella propria vita. Con tutto quel tempo passato da nutrizionisti, davanti al frigo, davanti allo specchio o depressi sul divano potete diventare dei veri talenti in qualsiasi ambito! 🙂

Riscopri cosa ami.

Si può mangiare meno a una cena perché si è riscoperto la passione per la pittura? Non resta che scoprirlo.
Sicuramente si può rieducare il nostro cervello ad appassionarsi a milioni di valide alternative di gratificazione, che non siano solo frigo, gelato e divano.

Se vuoi che la tua mente non usi più solo il cibo per essere felice dovrai pur darle una valida alternativa… Sennò non ti seguirà per più di un paio di settimane.

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